venerdì 21 novembre 2008 HOME | LINK | AREA SOCI 
 
     Lettera del governatore: OTTOBRE 2008

ROTARY INTERNATIONAL
Distretto 2040

ALESSANDRO CLERICI

Governatore 2008-09



Ai Signori
Presidenti e Segretari
di Rotary Club del Distretto 2040 RI

e p.c.
Ai Signori

PPRI Carlo Ravizza

PBDRI Carlo Monticelli

Past Governors
Distretto 2040 RI

DGE Marino Magri
DGN Giulio Koch

Governatori
Distretti d’Italia, Albania,
Malta e San Marino

Loro indirizzi

Milano, 1 Ottobre 2008







Assistenti del Governatore
Distretto 2040 RI

Presidenti di Commissione
Distretto 2040 RI

Presidente Programmi Nuove Generazioni
Distretto 2040 RI

Segreteria del Rotary International
Zurigo

Quarta lettera del Governatore

Caro Presidente e caro Segretario,
incontrando molti colleghi rotariani durante le mie visite ai Club e, soffermandomi in particolare con i soci di più recente ammissione, rimango colpito dallo stupore che manifestano quando dico agli stessi che non sono loro i soci del Rotary International, bensì i loro Club di appartenenza. La discussione diventa a volte quasi pretestuosa perché molti ritengono sia solo una questione di terminologia.

I soci del Rotary International - gli stakeholders per eccellenza, dovremmo dire usando un termine oggi diffuso e nel nostro caso molto appropriato - sono proprio i nostri Club.

La “Carta” che sancisce l’appartenenza al Rotary International è intestata e consegnata al Club che, per effetto dell’affiliazione nella nostra grande Associazione, assume tutti i diritti e i doveri definiti dallo Statuto e dal Regolamento.
I Rotary Club sono, quindi, i “mattoni” con i quali è costruito l’edificio del Rotary.

I Rotariani sono membri dei rispettivi Club e ne costituiscono, secondo un’espressione che ci è molto familiare l’effettivo; ma, l’appartenenza al Club, propria di ogni socio, è condizionata dal fatto che tutti i soci attivi devono svolgere o avere svolto effettivamente l’attività o la professione indicata dalla categoria di appartenenza. (MdP ed. 2007, pag. 16)

L’aspetto strutturale che il Rotary International si è dato è, quindi, molto più di un fatto semantico.
E’ la proiezione concreta e diretta dello specifico del servire rotariano, dove il modello strutturale esprime che i soci rotariani non servono in modo isolato ed estemporaneo, ma in quanto appartenenti al loro Club, costituito in un territorio/comunità di cui assume il nome ed a cui deve fare costante riferimento.

I nostri Fondatori non si sono limitati, tra l’altro, ad adottare un modello organizzativo strutturale, ci hanno anche fornito uno strumento impareggiabile, voluto per aiutare i Club a dotarsi dell’effettivo più appropriato per le svariate qualificazioni di progetti di servizio: il sistema delle classifiche, appunto.

Paul P. Harris, affermava con chiarezza che:“Il Rotary non è una religione, né un surrogato della religione. E’ nato dagli impulsi religiosi nella vita moderna, specialmente nel mondo degli affari e nelle relazioni internazionali……Il fatto che i soci rappresentino le varie professioni, dà al movimento l’opportunità di proiettare i propri ideali etici ben oltre i limiti dei propri soci, raggiungendo le schiere di tutti coloro che sono impegnati nei vari mestieri, professioni o occupazioni al servizio della nostra società. Ogni rotariano rappresenta un anello di congiunzione fra l’idealismo del Rotary e il suo mestiere o la sua professione. Nei confronti degli altri appartenenti alla sua categoria egli ha la responsabilità di assicurare la loro cooperazione per lo sviluppo dei più alti standard professionali”.

Il sistema delle classifiche è, quindi, lo strumento che assicura a ciascun Club (che s’impegni davvero ad usarlo correttamente) di avere sempre disponibile un patrimonio di esperienze, capacità e talenti diversi e complementari, che sono, appunto, ineguagliabile patrimonio e ambito naturale per l’attuazione dei nostri progetti di servizio.

Il grande principio che ha guidato il Rotary nei suoi oltre cento anni di storia è “Prima le classifiche, e, poi i soci”, ma spesso, e, non senza sofferenza, abbiamo riscontrato quanto sia difficile imparare da chi ci ha preceduto.

In questo mese di Ottobre, riflettendo nei nostri Club sulla nostra responsabilità professionale, ricordiamo che:
• l’impegno nell’ambito delle nostre attività, che ci è proprio, e i comportamenti quotidiani, che assumiamo, costituiscono le fondamenta sulle quali è costruito il nostro Club e ne qualificano l’immagine, la credibilità della nostra azione e il rispetto da parte delle nostre comunità;
• noi serviamo il Rotary servendo bene negli ambiti professionali che ci caratterizzano: per questo siamo spesso indicati come una elite nei nostri settori di appartenenza;
• nell’affrontare le difficoltà e le vischiosità dei nostri impegni professionali, abbiamo dei riferimenti sicuri negli ideali che il nostro sodalizio ci propone e che condividiamo con tanti colleghi ed amici;
• siamo assistiti da un tanto semplice quanto ineguagliato codice di comportamento che chiamiamo il “Test delle quattro domande”, guida di indirizzo sintetica ed efficace per qualsiasi cosa pensiamo, diciamo o facciamo.
• Dobbiamo comunque e sempre testimoniare nella nostra professione l’impegno ai valori morali di cui siamo portatori; proprio l’impegno professionale deve rappresentare la nostra sfida nel mondo di oggi dove consumismo, opportunismo,arrivismo vengono troppo spesso anteposti alla correttezza, alla dedizione, al servizio disinteressato ed al rispetto per il prossimo.

Portando il nostro distintivo vogliamo dire a tutti chi siamo, qual’è il nostro impegno e come vogliamo attuarlo al servizio dell’umanità.
Il nostro distintivo diventa così un messaggio rivolto al mondo, una dichiarazione di principi, la conferma di un’ adesione ai grandi ideali, un esempio e un riferimento per chi cerca una ragione per spendere bene (o meglio) la sua giornata.

In questo panorama, si pone come necessario e imprescindibile, l’atteggiamento etico alla base del comportamento rotariano.

Innanzitutto, come rispetto dei principi deontologici, costituendo un esempio anche per gli altri nell’agire concreto secondo una matura consapevolezza delle conseguenze sociali ed umane, inoltre come individuazione in ogni occupazione utile alla società di quella carica di dignità e di onore che le è propria, e, da ultimo, come impegno allo sviluppo dei talenti personali e di una coscienza sociale nelle giovani generazioni promuovendo, sì, l’istruzione, ma, soprattutto, l’educazione ai valori.

Desidero, per concludere, ispirarmi ancora una volta al nostro Fondatore Paul P. Harris che in una lettera del Febbraio 1913 (siamo ancora agli albori del Rotary!) dice: “Non dimentichiamo mai che ciascun socio ha nel Rotary un ruolo che gli è strettamente personale: è quello di rappresentare il suo specifico ambito professionale. Io sono l’unico rappresentante della mia professione nel mio Club. È una responsabilità che mi riempie di orgoglio e di timore”.

La dimensione dell’orgoglio è facilmente comprensibile e condivisibile, ma quella del timore? Cosa temeva il nostro Fondatore?
Provo a rispondere così: il Rotary è una grande forza di pace, di comprensione reciproca e di aggregazione, ma il Rotary è tanto più grande e più forte quanto migliori sono i suoi Club.
I Club possono crescere e progredire quanto più i loro soci sapranno essere forti e determinati testimoni della loro appartenenza.

A voi,e, a tutti i soci del vostro Club un cordiale saluto rotariano rinnovando l’impegno di

Make dreams real








Calendario eventi distrettuali di ottobre e novembre 2008:
Ottobre 2008
Ven.17 - ore 18.00/20.00 1° Incontro formazione e aggiornamento Soci Milano - SIAM
Ven 24 - ore 18.00 Assemblea "Gli Amici del CAM" Milano - Centro Congressi FAST
Sab.25 - ore 8.45 Forum "Il Senso dell'Educazione II" Milano - Assolombarda
Novembre 2008
Sab.8 - ore 9.00/16.30 Giornata dei Presidenti Confindustria – Monza
Sab. 22 - ore 9.30/13.30 Seminario Rotary Foundation con Distretto 2050 Bergamo - Fiera

Via Cimarosa, 4 - 20144 Milano (I)
Tel. +39 02 3311787 - Fax +39 02 99982641
e-mail: segreteria@rotary2040.it - website: www.rotary2040.it


Scarica la lettera
in formato PDF