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Lettera del governatore: OTTOBRE 2008
ROTARY INTERNATIONAL
Distretto 2040
ALESSANDRO CLERICI
Governatore 2008-09
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Ai Signori
Presidenti e Segretari
di Rotary Club del Distretto 2040 RI
e p.c.
Ai Signori
PPRI Carlo Ravizza
PBDRI Carlo Monticelli
Past Governors
Distretto 2040 RI
DGE Marino Magri
DGN Giulio Koch
Governatori
Distretti d’Italia, Albania, Malta e San Marino
Loro indirizzi
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Milano, 1 Ottobre 2008
Assistenti del Governatore
Distretto 2040 RI
Presidenti di Commissione
Distretto 2040 RI
Presidente Programmi Nuove Generazioni
Distretto 2040 RI
Segreteria del Rotary International
Zurigo
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Quarta lettera del Governatore
Caro Presidente e caro Segretario,
incontrando molti colleghi rotariani durante le mie visite ai Club e, soffermandomi in particolare con i soci di più
recente ammissione, rimango colpito dallo stupore che manifestano quando dico agli stessi che non sono loro i soci
del Rotary International, bensì i loro Club di appartenenza. La discussione diventa a volte quasi pretestuosa perché
molti ritengono sia solo una questione di terminologia.
I soci del Rotary International - gli stakeholders per eccellenza, dovremmo dire usando un termine oggi diffuso e nel
nostro caso molto appropriato - sono proprio i nostri Club.
La “Carta” che sancisce l’appartenenza al Rotary International è intestata e consegnata al Club che, per effetto
dell’affiliazione nella nostra grande Associazione, assume tutti i diritti e i doveri definiti dallo Statuto e dal
Regolamento.
I Rotary Club sono, quindi, i “mattoni” con i quali è costruito l’edificio del Rotary.
I Rotariani sono membri dei rispettivi Club e ne costituiscono, secondo un’espressione che ci è molto familiare
l’effettivo; ma, l’appartenenza al Club, propria di ogni socio, è condizionata dal fatto che tutti i soci attivi devono svolgere
o avere svolto effettivamente l’attività o la professione indicata dalla categoria di appartenenza. (MdP ed. 2007, pag. 16)
L’aspetto strutturale che il Rotary International si è dato è, quindi, molto più di un fatto semantico.
E’ la proiezione concreta e diretta dello specifico del servire rotariano, dove il modello strutturale esprime che i soci
rotariani non servono in modo isolato ed estemporaneo, ma in quanto appartenenti al loro Club, costituito in un
territorio/comunità di cui assume il nome ed a cui deve fare costante riferimento.
I nostri Fondatori non si sono limitati, tra l’altro, ad adottare un modello organizzativo strutturale, ci hanno anche
fornito uno strumento impareggiabile, voluto per aiutare i Club a dotarsi dell’effettivo più appropriato per le svariate
qualificazioni di progetti di servizio: il sistema delle classifiche, appunto.
Paul P. Harris, affermava con chiarezza che:“Il Rotary non è una religione, né un surrogato della religione. E’ nato dagli impulsi
religiosi nella vita moderna, specialmente nel mondo degli affari e nelle relazioni internazionali……Il fatto che i soci rappresentino le
varie professioni, dà al movimento l’opportunità di proiettare i propri ideali etici ben oltre i limiti dei propri soci, raggiungendo le
schiere di tutti coloro che sono impegnati nei vari mestieri, professioni o occupazioni al servizio della nostra società. Ogni rotariano
rappresenta un anello di congiunzione fra l’idealismo del Rotary e il suo mestiere o la sua professione. Nei confronti degli altri
appartenenti alla sua categoria egli ha la responsabilità di assicurare la loro cooperazione per lo sviluppo dei più alti standard
professionali”.
Il sistema delle classifiche è, quindi, lo strumento che assicura a ciascun Club (che s’impegni davvero ad usarlo
correttamente) di avere sempre disponibile un patrimonio di esperienze, capacità e talenti diversi e complementari, che
sono, appunto, ineguagliabile patrimonio e ambito naturale per l’attuazione dei nostri progetti di servizio.
Il grande principio che ha guidato il Rotary nei suoi oltre cento anni di storia è “Prima le classifiche, e, poi i soci”, ma
spesso, e, non senza sofferenza, abbiamo riscontrato quanto sia difficile imparare da chi ci ha preceduto.
In questo mese di Ottobre, riflettendo nei nostri Club sulla nostra responsabilità professionale, ricordiamo che:
• l’impegno nell’ambito delle nostre attività, che ci è proprio, e i comportamenti quotidiani, che assumiamo,
costituiscono le fondamenta sulle quali è costruito il nostro Club e ne qualificano l’immagine, la credibilità
della nostra azione e il rispetto da parte delle nostre comunità;
• noi serviamo il Rotary servendo bene negli ambiti professionali che ci caratterizzano: per questo siamo spesso
indicati come una elite nei nostri settori di appartenenza;
• nell’affrontare le difficoltà e le vischiosità dei nostri impegni professionali, abbiamo dei riferimenti sicuri
negli ideali che il nostro sodalizio ci propone e che condividiamo con tanti colleghi ed amici;
• siamo assistiti da un tanto semplice quanto ineguagliato codice di comportamento che chiamiamo il “Test
delle quattro domande”, guida di indirizzo sintetica ed efficace per qualsiasi cosa pensiamo, diciamo o facciamo.
• Dobbiamo comunque e sempre testimoniare nella nostra professione l’impegno ai valori morali di cui siamo
portatori; proprio l’impegno professionale deve rappresentare la nostra sfida nel mondo di oggi dove
consumismo, opportunismo,arrivismo vengono troppo spesso anteposti alla correttezza, alla dedizione, al
servizio disinteressato ed al rispetto per il prossimo.
Portando il nostro distintivo vogliamo dire a tutti chi siamo, qual’è il nostro impegno e come vogliamo attuarlo al
servizio dell’umanità.
Il nostro distintivo diventa così un messaggio rivolto al mondo, una dichiarazione di principi, la conferma di un’
adesione ai grandi ideali, un esempio e un riferimento per chi cerca una ragione per spendere bene (o meglio) la sua
giornata.
In questo panorama, si pone come necessario e imprescindibile, l’atteggiamento etico alla base del comportamento rotariano.
Innanzitutto, come rispetto dei principi deontologici, costituendo un esempio anche per gli altri nell’agire concreto
secondo una matura consapevolezza delle conseguenze sociali ed umane, inoltre come individuazione in ogni
occupazione utile alla società di quella carica di dignità e di onore che le è propria, e, da ultimo, come impegno allo
sviluppo dei talenti personali e di una coscienza sociale nelle giovani generazioni promuovendo, sì, l’istruzione, ma,
soprattutto, l’educazione ai valori.
Desidero, per concludere, ispirarmi ancora una volta al nostro Fondatore Paul P. Harris che in una lettera del
Febbraio 1913 (siamo ancora agli albori del Rotary!) dice: “Non dimentichiamo mai che ciascun socio ha nel Rotary un ruolo
che gli è strettamente personale: è quello di rappresentare il suo specifico ambito professionale. Io sono l’unico rappresentante della
mia professione nel mio Club. È una responsabilità che mi riempie di orgoglio e di timore”.
La dimensione dell’orgoglio è facilmente comprensibile e condivisibile, ma quella del timore? Cosa temeva il nostro
Fondatore?
Provo a rispondere così: il Rotary è una grande forza di pace, di comprensione reciproca e di aggregazione, ma il
Rotary è tanto più grande e più forte quanto migliori sono i suoi Club.
I Club possono crescere e progredire quanto più i loro soci sapranno essere forti e determinati testimoni della loro
appartenenza.
A voi,e, a tutti i soci del vostro Club un cordiale saluto rotariano rinnovando l’impegno di
Make dreams real

Calendario eventi distrettuali di ottobre e novembre 2008:
Ottobre 2008
Ven.17 - ore 18.00/20.00 1° Incontro formazione e aggiornamento Soci Milano - SIAM
Ven 24 - ore 18.00 Assemblea "Gli Amici del CAM" Milano - Centro Congressi FAST
Sab.25 - ore 8.45 Forum "Il Senso dell'Educazione II" Milano - Assolombarda
Novembre 2008
Sab.8 - ore 9.00/16.30 Giornata dei Presidenti Confindustria – Monza
Sab. 22 - ore 9.30/13.30 Seminario Rotary Foundation con Distretto 2050 Bergamo - Fiera
Via Cimarosa, 4 - 20144 Milano (I)
Tel. +39 02 3311787 - Fax +39 02 99982641
e-mail: segreteria@rotary2040.it - website: www.rotary2040.it
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